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Fattura elettronica per parrucchieri ed estetiste

Chi ha un salone o lavora come estetista con partita IVA deve emettere un documento fiscale per (quasi) ogni prestazione, anche quando il cliente è un privato che paga in contanti al bancone: è uno dei settori dove il documento "veloce, fatto lì per lì" conta più che altrove.

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Serve la fattura anche se il cliente è un privato?

Sì. Dal momento che sei un soggetto titolare di partita IVA, l'obbligo di fatturazione elettronica riguarda anche le prestazioni a clienti privati (il cosiddetto B2C), non solo quelle verso altre aziende. In pratica, per ogni taglio, colore o trattamento pagato da un cliente devi emettere una fattura elettronica, anche se il cliente non la richiede esplicitamente.

Il bollo, se sei in regime forfettario

La maggior parte di parrucchieri ed estetiste che aprono un'attività in proprio sceglie il regime forfettario. In quel caso, per ogni fattura sopra 77,47 euro va aggiunta la marca da bollo da 2 euro: capita spesso con pacchetti di più trattamenti o con i servizi per un matrimonio, meno con un taglio singolo.

Un esempio pratico

Taglio, piega e colore: totale 85 euro. Regime forfettario: la fattura riporta gli 85 euro, la dicitura di esclusione IVA, e la marca da bollo da 2 euro perché l'importo supera la soglia. Se invece il totale fosse stato 60 euro, il bollo non sarebbe servito.

Domande frequenti

Posso fare un'unica fattura a fine giornata per più clienti?

No: ogni prestazione a un cliente diverso richiede un documento a sé, con i dati di quel cliente (almeno nome, cognome e codice fiscale per i privati).

E se il cliente non vuole darmi il codice fiscale?

Il documento va comunque emesso: per i privati che non forniscono i dati puoi valutare, con il tuo commercialista, l'uso di un documento con dati minimi consentiti dalla normativa, ma è comunque buona norma chiederli sempre.

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