Prestazione occasionale oltre 5.000 euro: serve la partita IVA?
No: la partita IVA non dipende dall'importo ma dall'abitualità del lavoro. Se l'attività resta occasionale continui con la ricevuta; sulla parte dei compensi annui che supera 5.000 euro scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, con i contributi pagati per due terzi dal committente e per un terzo da te.
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Trascrizione del video
Sopra 5.000 euro devi aprire la partita IVA? No. Non è l'importo a deciderlo: è l'abitualità. Se il lavoro resta occasionale, continui con la ricevuta. Sulla parte che supera i 5.000 euro, però, scattano i contributi INPS: due terzi li paga chi ti commissiona il lavoro, un terzo tu. La ricevuta giusta la fai su Fatturama. Gratis, dal telefono. Cerca fatturama.it.
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Domande frequenti
I contributi si pagano su tutto il compenso?
No, solo sulla parte che supera i 5.000 euro nell'anno, sommando tutti i compensi occasionali ricevuti.
Chi versa i contributi?
Il committente, che trattiene la tua quota di un terzo dal compenso e la versa insieme ai suoi due terzi.
Quando serve davvero la partita IVA?
Quando il lavoro diventa abituale, continuativo e organizzato: è la natura dell'attività a deciderlo, non una cifra.