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Prestazione occasionale · video di 30 secondi

Prestazione occasionale oltre 5.000 euro: serve la partita IVA?

No: la partita IVA non dipende dall'importo ma dall'abitualità del lavoro. Se l'attività resta occasionale continui con la ricevuta; sulla parte dei compensi annui che supera 5.000 euro scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, con i contributi pagati per due terzi dal committente e per un terzo da te.

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Trascrizione del video

Sopra 5.000 euro devi aprire la partita IVA? No. Non è l'importo a deciderlo: è l'abitualità. Se il lavoro resta occasionale, continui con la ricevuta. Sulla parte che supera i 5.000 euro, però, scattano i contributi INPS: due terzi li paga chi ti commissiona il lavoro, un terzo tu. La ricevuta giusta la fai su Fatturama. Gratis, dal telefono. Cerca fatturama.it.

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Domande frequenti

I contributi si pagano su tutto il compenso?

No, solo sulla parte che supera i 5.000 euro nell'anno, sommando tutti i compensi occasionali ricevuti.

Chi versa i contributi?

Il committente, che trattiene la tua quota di un terzo dal compenso e la versa insieme ai suoi due terzi.

Quando serve davvero la partita IVA?

Quando il lavoro diventa abituale, continuativo e organizzato: è la natura dell'attività a deciderlo, non una cifra.

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Pubblicato il 2026-09-22