CIN per affitti brevi: cos'è, dove va e cosa rischi senza
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale, art. 13-ter D.L. 145/2023) è obbligatorio per chi affitta per brevi periodi o a uso turistico. Va esposto fuori dall'edificio e in ogni annuncio. Senza CIN la sanzione va da 800 a 8.000 euro; se manca negli annunci, da 500 a 5.000 euro.
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Crea il contratto con il CINGratis, senza registrazione. I dati restano sul tuo telefono.
Trascrizione del video
Affitti per brevi periodi senza il CIN? Rischi una sanzione da 800 a 8.000 euro. Il Codice Identificativo Nazionale va esposto fuori dall'edificio e in ogni annuncio. Su Fatturama lo inserisci una volta e compare nel contratto di affitto breve, scritto nel modo giusto, insieme a date, prezzo e cauzione. Gratis, dal telefono: cerca fatturama.it.
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Domande frequenti
Il CIN va scritto nel contratto?
La norma non lo impone nel contratto, ma scriverlo identifica la casa senza ambiguità.
Chi lo rilascia?
Il Ministero del Turismo, tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR).
Se aprirai la partita IVA, la fattura allo SdI la manderà Fatturama.
Oggi la ricevuta è gratis. Con la partita IVA serve la fattura elettronica, e caricarla a mano sul portale è la parte più scomoda: dal 2027 l'app la invia per te e ti dice se è stata consegnata.
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